La Tarantella

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Il nome tarantella deriva da "tarantola" (infatti il tarantato è colui che è stato morso dal ragno); questa

danza si è conservata in Italia e in Spagna e trova il suo correlativo nordeuropeo nel ballo di S.Vito.

Gli strumenti ritenuti più adatti a dissimulare il male del tarantato sono le chitarre e il violino

(quest'ultimo per il suono più acuto e penetrante), ma anche tamburello, zampogna, cornamusa e flauto.

Dalle osservazioni di studiosi come J.Sarratè e A.Kircher, (XVII XVIII° sec.) risulta che la musica

prodotta da questi strumenti provoca le stesse reazioni su tutti i soggetti colpiti dal veleno.

Stando alle parole di Kircher "questo veleno produce nell'uomo, per una certa somiglianza con la

natura, lo stesso effetto che provoca sull'insetto stesso:come infatti il veleno stimolato dalla musica

spinge l'uomo a saltare per una continua sollecitazione dei muscoli, cosi' avviene

anche per le stesse tarantole."J.Sarraté descrive l'episodio di una tarantola rinchiusa in un vaso che, al

suono di quella particolare musica, si mette a saltare. I soggetti anticamente sottoposti a questo tipo di

terapia musicale, subivano una sorta di trance sotto la quale credevano di essere re o soldati

o pastori, avvertivano un senso di idrofobia o di avversione per l'acqua pulita e, ballando, richiedevano

delle spade con le quali fingevano una lotta. Questi elementi sono aspetti caratteristici anche della

danza delle spade.

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